Trasformare il proprio portafoglio in un fondo di investimento

Qualche anno fa confrontandomi con un promotore finanziario sulla mia gestione fai da te del mio portafoglio, mi sono trovato in difficoltà a rispondere esattamente alla domanda di come stavano andando i miei investimenti.

Usualmente i broker e i siti delle banche riportano i P&L degli investimenti rispetto il prezzo medio di carico dei vari prodotti in portafoglio.

I risultati vengono annacquati dai vari movimenti di vendita o acquisto nuove quote e, soprattutto, non tengono conto degli eventuali profitti reinvestiti. 

Siccome è importante conoscere le proprie prestazioni per valutare le strategie di investimento e confrontarle con le diverse alternative esistente, ho cercato un metodo per poter tracciare i risultati.

Durante le mie ricerche mi sono imbattuto in un interessante articolo su monevator.com (che trovate qui) che spiega come misurare gli investimenti come fanno i fondi di investimento.

Quando investiamo in un fondo aperto acquistiamo quote di esso e il prezzo riflette il rendimento degli investimenti effettuati dal fondo al netto delle spese.

Nel momento in cui acquistiamo nuove quote, ne compriamo nel numero che ci permette di comprarne il prezzo a quel momento. Ad esempio investendo 1000€ in un fondo che ha un valore unitario della quota pari a 250€, acquisteremo 4 quote. 

I soldi acquisiti dal fondo, vengono investiti per aumentare le posizioni negli assets già in possesso al livello dei prezzi correnti, senza che questo vada a impattare sul prezzo stesso: ho solo aggiunto soldi.  

Alla fine di questo processo, il numero di quote di cui è composto il fondo sarà aumentato senza che ne sarà variato il prezzo.

Da quel momento mi sarà facile valutare quanto mi sta rendendo il fondo andando a confrontare le variazioni del prezzo di ogni quota nel tempo.

Similimente a quanto fanno i fondi, posso pensare il mio portafoglio come un insieme di quote ad un valore iniziale X. La variazione del valore dei miei investimenti, farà variare inevitabilmente il valore delle mie quote e, l’aggiunta di altri soldi per acquistare nuovi titoli, mi farà variare il numero di quote di cui è composto il mio portafoglio. 

Ma quali sono i passi da seguire per fare ciò? Vediamoli qui di seguito:

Decidere il valore arbitrario di unità nel momento in cui si parte a tracciare il portafoglio

La prima cosa da fare è quella di decidere il valore di partenza delle proprie quote.

Può essere qualsiasi numero. Io personalmente ho scelto il valore di 100€ perché in questo modo mi sarebbe stato più semplice, in seguito, valutare le mie performance in percentuale. 

Calcolare il numero di quote iniziali del proprio portafoglio

Questo passo è molto semplice. Supponiamo che il mio portafoglio, nel mio anno zero in cui inizio a monitorarlo, valga 50.000€. Se ogni quota ho deciso che il suo valore sia pare a zero allora:

n. di quote = 50.000 € / 100 € = 500 quote

 Supponiamo che dopo 1 mese il mio portafoglio vale 51’000€, sapendo che è composto da 500 quote, adesso ogni quota varrà:

51.000 € / 500 quote = 102 € per quota. 

Ho guadagnato il 2%

Immissione o prelievo di fondi dal portafoglio

Supponiamo ora di voler investire altri 1.000€. Come per i fondi, aver aumentato il portafoglio di 1.000€, non significa che ho guadagnato 1.000€, ma semplicemente che ho aggiunto liquidi. Quindi il valore delle mie quote non è cambiato, sarà sempre 102 €, ma saranno aumentate il numero di quote.

Avrò aggiunto quindi 1.000€ / 102 € = 9,8 quote. 

Ora il mio fondo avrà pertanto 509,8 quote del valore di 102 €.

Ovvero il mio portafoglio adesso varrà 509,8 x 102 € = 52.000 €, appunto il valore calcolato in precedenza aumentato di 1.000 €

Se dopo un altro mese il mio portafoglio vale 53.000 €, il valore delle quote salirà a 53.000 € / 509,8 = 104 € 

Supponiamo ora che vogliamo prelevare 3.000 €, similmente a quanto fatto nel momento dell’acquisto, significa che liquiderò 3.000 € / 104 = 28,8 quote. 

Quindi ora avrò in possesso 481 quote. 

Avrò nuovamente 50.000 € come all’inizio del mio percorso, ma ora mi sarà facile saper rispondere alla domanda di quanto hanno fruttato i miei investimenti dall’inizio: il 4%  

Come gestire le entrate derivanti da dividendi e le spese

 Supponiamo ora che i nostri dividendi abbiano fruttato 1.000 €. Come devo gestirli? Trattarli come se avessi introdotto nuove quote è errato. Il dividendo ha aumentato il valore dei miei investimenti solo che invece di manifestarsi come apprezzamento degli assets, si presenta come liquidità all’interno del nostro portafoglio.

Con queste premesse si capisce che è variato il valore delle mie quote

(50.000 € + 1.000 €) / 481 = 106 €

Se reinvesto i dividendi, questo asset cambia solo forma (da liquidi ad azioni ad esempio), ma tutto rimane invariato. Avrò sempre 481 quote del valore di 106 €.

Se invece li prelevo per farne altro uso allora a tutti gli effetti avrà liquidato il numero equivalenti di quote del valore di 106 €.

Le spese invece, quali commissioni, tasse, etc., vengono gestite a tutti gli effetti come i prelievi e quindi liquidando le quote equivalenti. Infatti sto di fatto sottraendo fondi dal mio portafoglio.

In conclusione, trattare il proprio portafoglio come se fosse un fondo aperto, aiuta a tenere traccia dei propri investimenti indipendentemente del valore assoluto in un dato momento e delle varie operazioni di vendita ed acquisto.

Inoltre questo apre la via ad utilizzare questi dati per un’infinità di analisi differenti (CAGR, volatilità, TER, etc. ) e divertirsi a confrontarsi con i fondi attivi sul mercato e magari decidere che non fa per noi il mondo degli investimenti.

Aggiungo che, da quando seguo questo metodo, è migliorata anche la qualità dei miei investimenti perché mi è più semplice capire l’effetto delle mie strategie indipendentemente da quanto è aumentato il mio portafoglio per solo effetto dei miei depositi.

Spero che abbiate trovato utile questo articolo e mi piacerebbe avere un feed-back da voi anche, ad esempio, per sapere se usate un metodo simile o completamente diverso dal mio.

Non esitate a scrivermi.

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