La ricerca della soddisfazione. Cosa ci serve?

La soddisfazione è quel senso che di compimento che proviamo quando raggiungiamo un traguardo o abbiamo quanto ci basta.

Ma come possiamo dire cosa è abbastanza per noi?

Leggendo “Your Money or Your Life” di Vicki Robin e Joe Domingenz, sono stato colpito dal concetto di Curva di realizzazione.

Gli autori suggeriscono che la soddisfazione che deriva dai soldi spesi possa essere rappresentata da una parabola che essi chiamano “Fulfillment Curve”. 

curva della soddisfazione
Fulfillment Curve – Your Money or Your Life, Ed. Penguin Books

Quando bisogna soddisfare i nostri bisogni primari di sopravvivenza, ogni euro speso fa crescere velocemente la nostra soddisfazione. Pensate alla soddisfazione che si prova quando si mangia qualcosa, anche un panino, dopo un lungo digiuno o si beve qualcosa in una giornata assolata, magari dopo ore. 

Man mano che cominciamo a guadagnare qualcosa e abbiamo soddisfatto quelli che sono i nostri bisogni primari, cominciamo a concederci maggiori comfort e qualche lusso.

Tuttavia maggiore sono i soldi che spendiamo, minore sarà la soddisfazione che riceviamo.

Il ragionamento sembra contro intuitivo, però, riflettendoci, trova rispondenza con l’esperienza pratica.

Pensiamo al piacere e alla soddisfazione che abbiamo provato quando abbiamo acquistato con i nostri risparmi la nostra prima auto, non si proverà lo stesso quando compreremo la seconda o addirittura la terza auto anche se sarà, magari, di un segmento superiore.

Ad un certo punto, le nostre spese cominceranno a lavorare contro di noi.

Ad ognuno di noi capita di comprare oggetti che in realtà non ci servono. Vestiti che mai indosseremo, souvenir che vanno a riempire i nostri ripostigli, un Tapis Roulant… (Credo che ognuno di noi abbia un amico che spinto dalla foga salutista abbia comprato un Tapis Roulant per poi abbandonarlo a se stesso dopo una settimana).

Invece di ricevere soddisfazione, tutte le spese inutili hanno un effetto negativo su di noi, suscitando senso di colpa, disordine e magari problemi invece di risolverli. Ad esempio in passato ho acquistato un’auto troppo grossa per dove vivo e tutti i giorni ero sotto stress per la difficoltà di utilizzarla in città e addirittura ad accedere al Garage. Per non parlare delle maggiori spese associate (un bollo più alto, maggiori spese per la benzina, manutenzioni, etc.).

Prima di accorgercene, nonostante spendiamo sempre di più assecondando il pensiero dominante del “More is better”, la curva della soddisfazione comincia a scendere.

Il punto più importante di questa curva è il suo picco: il punto chiamato “abbastanza”. 

Nel picco della curva della soddisfazione abbiamo abbastanza di tutto. Abbastanza per garantire la sopravvivenza, abbastanza comforts e abbastanza lussi per vivere bene. 

Ma come capire cosa è abbastanza? Per ognuno di noi può rappresentare qualcosa di diverso.

Tuttavia ecco alcuni suggerimenti per poterlo riconoscere.

Sicuramente provare senso di colpa per un acquisto è un campanello di allarme che stiamo sul lato discendente della curva della soddisfazione.

Analizzare tutti i momenti della nostra vita in cui abbiamo provato questo senso di colpa può aiutarci a tracciare quali sono i confini della nostra curva.

Potremmo scoprire che il nostro abbastanza, in alcuni casi, non comporta nemmeno spendere soldi. È mai capitato di essere stati meglio leggendo un libro piuttosto che essere andati in un locale? 

A volta basta chiedersi “ne ho davvero bisogno?”, questa domanda è tanto potente quanto è semplice, è addirittura molto più potente se aspettiamo il giorno dopo che abbiamo avuto l’impulso di fare un acquisto.

Confesso che anche io sto ancora lavorando nel delineare esattamente cos’è abbastanza per me. Trovo che sia comunque un processo liberatorio che aiuta anche a capire meglio se stessi, pertanto incoraggio ognuno di voi a fare lo stesso.

Fatemi sapere cosa ne pensate in merito.

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