Il movimento FIRE, la pensione e i giovani

La pensione: dagli anni 70 ad oggi

C’era un tempo non molto lontano, in cui, a fianco alla pensione di vecchiaia, ovvero per limite di età, c’era la possibilità della pensione di anzianità. 

In questo ultimo caso, ci si poteva ritirare una volta raggiunto un certo numero di anni di contributi lavorativi. In effetti in passato ci sono state persone che hanno approfittato dell’opportunità di andarsene in pensione una volta maturati i 20 anni di contributi. 

Oltrettutto, fino al 1995, vigeva il regime “retributivo”. La pensione veniva stabilità in base alla media degli ultimi stipendi ricevuti, indipendentemente dai contributi versati. La logica dietro una scelta del genere risiede nel volere dare una continuità con lo stipendio percepito anche dopo la fine della carriera lavorativa. 

Tuttavia, come spesso accade in Italia, questo principio per garantire la sicurezza finanziaria è stato portato all’esasperazione creando un profondo squilibrio nei conti dello stato tra pensioni erogate e contributi versati.

La sproporzione aumenta man mano che le persone accedono alla pensione e il la speranza di vita in Italia si allunga. 

Per evitare il tracollo finanziario, a partire dagli anni 90, i diversi governi che si sono succeduti hanno cercato di porre un rimedio. Prima introducendo il sistema contributivo, ovvero rivalutando le pensioni in base ai contributi effettivamente versati, allungando man mano l’età pensionabile e eliminando di fatto la pensione di anzianità (approfondisci qui). 

Il movimento FIRE

Fatta questa premessa, dato l’elevatissimo tasso di disoccupazione giovanile che a luglio 2020 si attesta intorno al 27,6%, è evidente che i giovani di oggi vedono la pensione un traguardo distante e in prospettiva misera.

 Gli effetti di un futuro pensionistico incerto per molti giovani ha stimolato la ricerca di vie alternative per raggiungere un’indipendenza finanziaria ad un’età relativamente giovane. Questo fenomeno fa riferimento al movimento riconosciuto dall’acronimo FIRE: Financial Indipendence Retire Early (Indipendenza Finanziaria e Ritiro Anticipato).

Il movimento si propone di avere una situazione patrimoniale tale da poter vivere senza la necessità di dover lavorare. Questo non significa necessariamente spendere il resto della propria vita sopra un divano, ma, per molti, l’indipendenza finanziaria significa continuare a lavorare o sviluppare nuovi progetti indipendentemente dell’entrate e seguendo le proprie passioni.  

Un tale progetto non è raggiungibile solo accumulando soldi in banca, ma l’indipendenza finanziaria è possibile solo attraverso tre concetti chiave:

Frugalità

Maggiori sono le spese da coprire, maggiore sarà la ricchezza da accumulare per poter dipendere da essa. Ad esempio, per coprire spese per 1000€ al mese, dovremmo accumulare 12000€ per ogni anno che ci mancherebbe alla pensione. Se riusciamo a ridurre le spese accelereremmo il raggiungimento dell’obiettivo attraverso una riduzione del capitale da risparmiare e aumentare la quantità che riusciamo a risparmiare ogni mese. 

Alcuni portano all’estremo questo concetto conducendo una vita molto semplice rinunciando a cene fuori, gite costose e all’utilizzo dell’automobile. Io, come ho scritto in un altro articolo, sono più per una spesa consapevole. Cioè credo che un’analisi delle nostre abitudini di spesa e di cosa davvero ci rende felici, ci aiuti a risparmiare senza privazioni.

Investimenti

Accumulare i soldi in banca è sicuramente un inizio, però si può rivelare una strada molto lenta da perseguire. Ma il mercato azionario può aiutarci ad accelerare la crescita del nostro capitale. Gli investimenti in ETF che replicano indici azionari hanno generato in passato rendimenti tra il 7% e il 10%. 

Ritorno medio del MSCI World dal 78 al 2020
Rendimento MSCI World da dicembre 1978 a settembre 2020 – backtest.curvo.eu

Sfruttando il mercato azionario è possibile, oltre a rivalutare il proprio capitale, far lavorare anche gli interessi maturati di volta in volta. Gli interessi una volta maturati vanno ad aggiungersi al capitale e quindi genereranno essi stessi ulteriori interessi. Accelerando così la crescita in maniera esponenziale. 

La regola del 4%

Chiunque abbia un po’ di dimestichezza con il mercato azionario sa che l’andamento è soggetto a forti scossoni da un giorno all’altro.  Per dire di aver raggiunto l’indipendenza finanziaria, per evitare che un crollo improvviso del mercato azionario possa rovinare i risultati raggiunti, devo assicurare che le mie spese annuali non siano superiori al 4% del capitale investito. Secondo uno studio del Trinity College prelevando al massimo il 4% ogni anno, potrei vivere dei miei investimenti per sempre. 

Per sapere quanto bisogna avere investiti, molto semplicemente devo raggiungere un valore pari a 25 volte le spese annuali. 

Indipendenza Finanziaria: un esempio

Riassiumiamo il tutto con un esempio. Supponiamo di avere uno stipendio annuale netto pari a 20000€ e di essere in grado di risparmiare il 20% ovvero 4000€ all’anno, circa 330€ al mese.

Per raggiungere l’indipendenza finanziaria dovremmo avere un capitale investito pari a 16000€ x 20 ovvero 400000€.

Supponendo una rivalutazione annuale del 7%, raggiungeremmo il nostro obiettivo in 29 anni!

Supponiamo che invece risparmiamo il 30%, ovvero 6000€ all’anno (poco più di 500€ al mese). 

La nostra esigenza di spesa ora sarà pari a 16000 € per tanto il capitale da dover mettere da parte sarà pari a 280000€.

Per raggiungere questa cifra ora avrò bisogno di 20 anni. Risparmiando appena 170€ in più al mese, ho ridotto il mio orizzonte temporale di quasi 10 anni!

È evidente che se il nostro stipendio annuale aumenta e\o le nostre spese si riducono, questo obiettivo diventa sempre più vicino.

Qui un link dove potete fare tutte le simulazioni del caso.

Cosa fare una volta raggiunta l’indipendenza finanziaria?

Per rispondere questa domanda, permetto di citare Peter Adney, anche conosciuto come Mr. Money Mustache il pioniere del movimento FIRE. 

“Early retirement means quitting any job that you wouldn’t do for free – but then continuing right ahead with work in something that works for you, even when you don’t need the money.”

Peter Adney – Mr. Money Mustache

Ritirarsi significa avere la libertà di lasciare ogni lavoro che non faremmo gratuitamente e continuare a lavoare per qualcosa che ci piace fare anche quando non abbiamo bisogno di essere pagati per farlo. 

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