Investire in un fondo comune o in un ETF?

Come abbiamo trattato in un altro articolo, il ritorno dei nostri investimenti è proporzionale allo sforzo, alla competenza e allo studio che dedichiamo ad essi.

Per provare a battere il mercato, dobbiamo ricercare quelle aziende o settori fortemente sottostimati per poi rivenderli quando il mercato è disposto ad offrirci un prezzo ben superiore al loro reale valore.

Per quanto appagante possa essere trovare una perla nascosta tra le miriadi di aziende quotate, la ricerca è complessa e richiede molta energia.

Il cittadino medio che guarda ai mercati per difendere il proprio capitale, non ha il tempo, e talvolta nemmeno la competenza, da dedicare allo studio dei bilanci e delle aziende presenti sul mercato.

Una soluzione potrebbe essere affidarsi a dei fondi di investimento.

I fondi di investimento sono delle aziende che investono soldi di diversi investitori.

Con attenta analisi di bilanci aziendali, trend dei settori di mercato e le news che si succedono di giorno in giorno, promettono di investire in quelle aziende che possono performare meglio. 

I fondi, avendo accesso a capitali più cospicui, riescono a provvedere ad una diversificazione normalmente non raggiungibile dal singolo investitore.

Per offrire questo servizio di diversificazione e di studio del mercato, richiedono delle commissioni su quanto investito per sostenere le spese.

Una spesa certamente accettabile per ripagare gli sforzi per ottenere ritorni superiori rispetto il mercato azionario.

Ma quanti davvero riescono a battere il mercato?

Secondo il report SPIVA (S&P Indices versus Active) aggiornato ad ottobre 2020, nonostante nel 2020 il 60% dei fondi ha performato meglio dei rispettivi indici di riferimento nella prima metà dell’anno, solo il 10% è riuscito a farlo costantemente negli ultimi 10 anni.

Generalmente questi fondi che battono costantemente il mercato hanno tutti le stesse caratteristiche:

  • I gestori sono i principali azionisti del fondo.
  • Hanno commissioni ragionevoli perchè puntano a guadagnare più sulle performance del fondo.
  • Investono in azioni che normalmente non troviamo negli altri fondi, quindi non i soliti Google, Amazon etc. 
  • Mostrano un lungo record di risultati positivi
  • Mostrano la volontà di chiudersi e non accettare nuovi investitori una volta raggiunti certi volumi.

Questo ultimo punto è anche la motivazione principale del perchè usualmente è difficile entrare in questi fondi. I gestori di questi fondi evitano di accettare all’infinito nuovi investitori per evitare un eccesso di liquidi. Troppi soldi da gestire, paradossalmente, frena la libertà di movimento dei fondi per due motivi.

Il principale è che le aziende in grado di scambiare alti volumi di azioni sono le cosidette “Blue Chip” ovvero quelle a capitalizzazione più elevate.

Il secondo motivo è legato alla psicologia degli investitori. La maggior parte accetterebbe più di buon grado vedere grosse somme di denaro investite nei soliti noti, come Google, che non nella promettente newco di cui non hanno mai sentito parlare.

Un’alternativa economica: investire negli exchange-traded funds (ETF).

In alternativa ai fondi “attivi”, ovvero con una gestione attiva alle spalle, c’è la possibilità di investire in exchange-traded fund (ETF).

Un ETF è un fondo “passivo”, senza gestione umana, che semplicemente replica un mercato (un indice, un insieme di aziende di uno stesso settore industriale, etc.) 

Differentemente dai fondi, sono scambiati sul mercato come le azioni. I loro costi sono molto più bassi perché bisogna pagare solo le commissioni legate alle transazioni. 

Non sono da confondere con gli Index Fund: fondi gestiti “passivamente” da persone che manualmente compongono il fondo in modo da replicare un indice.

Sapendo che nel lungo periodo replicando un indice performeremo meglio del 90% di chi opera in borsa, compreso Fondi da miliardi di euro, investire in un ETF rappresenta un buon punto di partenza per chi vuole operare in borsa senza leggersi tonnellate di pagine di bilanci aziendali e studi di mercato. 

Inoltre gli ETFs sono in grado di fornire un elevato grado di diversificazione aiutandoci a contenere i rischi senza sacrificare i rendimenti.

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