I mercati sono ai massimi, ma l’economia va male. Che fare?

Al rientro dalle vacanze estive, sono stato colpito dalla notizia che SP500 ha raggiunto il massimo storico recuperando a pieno le perdite dovute al crollo di Marzo. Anche gli indici azionari europei non vanno male. 

La notizia sembra in controtendenza con i risultati economici globali frutto della pandemia in corso.

Mentre il PIL dei paesi di mezzo mondo crolla, la disoccupazione aumenta e molte attività vanno in crisi, ci si stupisce come gli investitori non scappino dai mercati.

Confronto PIL USA SP500
Mentre il PIL degli USA registra una pesante contrazione (-32,9%), lo S&P 500 raggiunge il massimo storico

Le ragioni dietro un’apparente follia

Eppure c’è una ragione dietro questo movimento dei mercati azionari degli ultimi mesi.

A fronte dei danni all’economia derivanti dalle misure adottate per contenere il corona virus, tutti i governi e le banche centrali dei vari paesi, hanno agito per adottare delle contromisure.

Gli aiuti introdotti e le ingenti iniezioni di liquidità hanno avuto l’effetto di rifar partire in parte l’economia e creare ottimismo che si riflette sulla ripresa dei mercati ad aprile.

Inoltre non bisogna dimenticare che gli indici sono dei panieri composti da diverse società. Lo S&P 500 ad esempio è composto dalle 500 società più capitalizzate degli stati uniti.  Le top 5 dell’indice sono : 

  • Apple
  • Microsoft
  • Amazon
  • Facebook
  • Google

Da sole queste cinque aziende rappresentano il 25% dell’intero indice 1

Dire che “la borsa va bene”, non vuol dire che tutte le aziende stiano performando bene. Società come Amazon, Google e Apple legate all’economia digitale hanno performato bene perchè meno toccate dalla pandemia ed, in una certa misura, ne hanno anche beneficiato. Altre, come le societa aeree o la Royal Caribbean, specializzata in crociere, hanno perso più del 50% del proprio valore.

Il peso che hanno le prime rispetto quest’ultime nella composizione dell’indice, fa si che influenzino la performance globale in maniera significativa verso l’alto.

Infine c’è un altro fattore da tenere in considerazione.

 L’iniezione continua di liquidità da parte delle banche centrali, fa si che i tassi di interessi delle obbligazioni si mantengano molto bassi e in alcuni casi addirittura negativi.  

Una situazione del genere, invoglia gli investitori in cerca di ritorni adeguati a guardare verso il mercato azionario e alimentare la corsa verso l’alto.

Come comportarsi ora?

Ovviamente i dubbi che questo trend non possa durare a lungo sono più che legittimi. 

Specialmente quando i danni causati dalla pandemia saranno più evidenti e parte degli aiuti che sono stati introdotti verranno a mancare.

Che fare quindi? Vendere tutto in attesa del prossimo crollo azionario?

In realtà nessuno può dire con certezza dove si muoverà il mercato nei prossimi mesi. Chi afferma il contrario è al limite di affermare l’esistenza della chiaroveggenza. 

Aspettare il momento migliore per investire potrebbe significare aspettare per sempre. 

Io sono del parere che quando si investe con un’ottica a lungo termine seguendo un piano di accumulo, possiamo candidamente fregarcene di cosa farà il mercato nei giorni o mesi seguenti. 

O per lo meno, questa è la strategia che io adotto. 

D’altra parte, come ho parlato già in un mio articolo precedente, su orizzonti temporali molto lunghi il mercato azionario offre sempre rendimenti interessanti anche se nel mentre si sono vissuti diversi scossoni.

Perciò non è mai nè troppo tardi nè troppo presto per iniziare ad investire. 

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